LE QUARTE A TORINO!

La levataccia alle 6.00 del mattino non ha fermato gli scolari di quarta che si sono diretti alla volta del museo egizio a Torino.

Negli occhi dei bambini la meraviglia, la gioia di condividere con i compagni una giornata speciale. Ecco cosa scrivono alcuni di loro:

 

È molto bello vedere gli oggetti e le costruzioni dal vivo dei popoli vissuti tanto tempo fa… (Sofia)

…una statua alta 5 metri! Quando l’ho vista mi sono meravigliata: rappresentava un faraone con in mano un bastone, era Ramesse II. Era in una posizione che noi assumiamo prima di camminare… (Maria)

Anche il laboratorio che abbiamo vissuto all’inizio della gita mi è piaciuto molto perché quando si guardano le corone dei faraoni, non si nota il cobra, in piedi, sul davanti della corona… (Gioia)

Per me il museo è un luogo per gli Egizi perché era ricco di oggetti appartenuti a loro, è stato come se loro ci ospitassero. E per me è un luogo nel senso che è casa loro, ci sono reperti veri… (Mirko)

…e anche i sarcofagi perché nel Regno Antico erano extra-piccoli poi, con il passare del tempo, sono diventati sempre più grandi perché il defunto non era posizionato “come una palla” ma disteso sul braccio… (Riccardo)

Nel pomeriggio ci aspettava una bella sorpresa: per ascoltare più attentamente, la guida Ilaria ci ha fatto mettere un auricolare, collegato ad una radiolina, nell’orecchio; mi piaceva molto perché mi aiutava a restare concentrato, soprattutto quando ho visto gli uomini “smummificati”… (Daniele)

Della gita mi è rimasta in mente la storia dell’ingegnere Kha che spostò il buco della tomba di venti passi così non permise ai ladri di saccheggiarla… (Edo)

…Mi ricordo anche la sepoltura dell’epoca predinastica di un uomo non bendato ma messo nella sabbia con i suoi oggetti personali. Il clima secco del deserto l’ha conservato fino ai nostri giorni… (Filo)

…Il museo era il luogo degli Egizi perché ogni cosa che vedevi ti piaceva così tanto che sognavi ad occhi aperti di essere uno di loro!… (Costi)

…ecco è là, proprio là un grande sarcofago che veglia sulla preziosa mummia avvolta nella delicata benda di lino con cui il dio Anubi l’accompagna nel tenebroso e lungo viaggio nell’aldilà… (Gaia)

Maestra Lorena

 


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