MUSICAL IN LINGUA INGLESE DELLE CLASSI SECONDE… ARRIVA ZORRO!

Uno spettacolo a cui la scuola San Carlo ci ha piacevolmente abituato, il Musical in lingua inglese delle classi seconde: i primi rumors già si avvertono tra i ragazzi di prima, quelli di terza lo attendono per confrontarlo con il loro, che ricordano con nostalgia… quelli di seconda invece lo vivono in prima persona. Dal primo istante all’ultimo. Per qualcuno inizia addirittura con il compito di scrivere il copione, per tutti con l’ansia del giorno delle auditions fino alla stessa ansia (salvo che raddoppiata) della serata del debutto.

Ma è tutto ciò che c’è nel mezzo che rende unica e straordinaria l’ esperienza. Simon Sinek, nella sua celebre intervista sui Millennials, afferma che le nuove generazioni sono impazienti, vorrebbero raggiungere subito la vetta ma non vedono neanche la montagna. Ecco, i ragazzi che vivono il Musical nella nostra scuola, questo rischio non lo corrono di certo, perché la montagna eccome se la vedono, eccome se la affrontano! La vivono passo dopo passo, in tutti i giovedì che si snodano da ottobre a maggio, nelle parti da memorizzare, nella pronuncia da aggiustare, nelle intonazioni da cercare, nei tempi da rispettare, ma anche nelle scarpette nere che non si trovano più e chissà quante me ne dice mia mamma…e nella prof. che ti punzecchia da dietro con la spada (finta) perché non alzi abbastanza la voce quando canti. Passi compiuti per scalare una montagna in cui però non sei mai lasciato da solo con la tua fatica e il tuo fiatone, perchè ci sono i tuoi compagni con te, ecco realizzato il cooperative learning!

Il progetto infatti mostra sicuramente il suo aspetto didattico e culturale: i ragazzi si cimentano con la lingua inglese scritta, recitata e cantata, stupendoci con il loro agio nel gestire la lingua che aprirà loro le porte del mondo. Ma è soprattutto l’aspetto educativo che lo rende un’esperienza unica, perché ti costringe a lavorare con gli altri, ad andare allo stesso ritmo, a trovare oggetti che e servono alla scena dei tuoi compagni, a ballare in coppia, a gestire i tempi delle battute, ed anche a fare i conti con il tuo carattere. Il Musical giustamente valorizza gli estroversi, che sul palco starebbero per tutta la vita, ma aiuta anche quelli che si avvolgerebbero nei pesanti tendaggi di scena come in un bozzolo, per uscire solo a spettacolo finito… tutti, salendo su questo spazio così emozionante che è il palcoscenico, imparano a comunicare e a darsi attraverso il linguaggio così completo del teatro.

Quest’anno a calcare le scene sono stati Zorro e Lolita, con tutti i personaggi che hanno ruotato intorno alla loro storia d’amore e di rivolta sociale: volti che hanno avuto vita grazie ai nostri amati figli, gli stessi che magari ci hanno fatto impazzire durante quest’anno di follia ormonale della seconda media, un po’ goffi e molto umorali, timidi o tremendi, ma che su quel palco si sono mostrati, tutti, coraggiosi, appassionati e splendidamente umani.

Tra il pubblico, ma anche dietro le quinte o in cabina audio, dove instancabili mamme e papà hanno aiutato tanto, molti occhi lucidi, un incantato stupore per i risultati raggiunti (ma quello è proprio mio figlio?) e riconoscenza grande per tutto il lavoro delle due persone che sono fin dall’inizio l’anima, lo spirito creativo, la forza e la pazienza di questo progetto: le prof. Buzzi e Nogarino.

A loro un applauso speciale, perché, tra adulti possiamo dircelo, scalare una montagna in compagnia di un gruppo di preadolescenti… è un’ impresa davvero eroica.

Barbara, una mamma di seconda

 

 

È andata, sono andati in scena ed è stato un successo!
Anche quest’anno il 30 maggio e 1 giugno i ragazzi di seconda media della Scuola San Carlo hanno messo in scena l’ormai tradizionale musical in inglese, frutto di un lavoro intenso durato tutto l’anno, attraverso cui quest’anno hanno raccontato la storia di Zorro.

Con l’aiuto delle prof. Buzzi e Nogarino e della coreografa Giorgia il successo era a portata di mano, ma i ragazzi hanno dimostrato ancora una volta a noi adulti quanto sanno essere bravi e quanta forza sanno tirare fuori da loro stessi.

37 ragazzi radiosi, uniti e pieni di entusiasmo! Seguirli dietro le quinte, insieme ad un gruppo di mamme e papà affiatati e motivati, è stata un’esperienza indimenticabile.
Quello che è successo sul palco si è visto, ragazzi bravi, impegnati e determinati, ma dalla mia postazione privilegiata ho potuto osservare una quantità infinita di emozioni scaturite dalla grande responsabilità che si sentivano addosso.

Dietro le quinte, durante le due serate, l’aria era pregna di ansia, sorpresa, ascolto, aspettativa e gioia.
Gli stessi ragazzini scapestrati che continuavamo a sgridare perché “…sscchh… si sente tutto…” oppure “…basta, se arriva la Buzzi sono guai…”, al momento di entrare in scena si riempivano di una determinazione e concentrazione di cui forse nemmeno loro erano consapevoli.
I timidi sorrisi fatti a noi mamme in cerca di sostegno mostravano una fragilità che voleva essere superata, i consigli e le parole di conforto profuse tra loro dimostravano un senso di appartenenza al gruppo superiore a quello che anche loro sarebbero disposti ad ammettere.
E gli occhi, quanto hanno detto con quegli occhi pieni di ansia e attesa prima di entrare in scena o quando prendevano in mano il microfono, e poi trasformati all’uscita, pieni di orgoglio e in cerca di conferma di avere fatto bene.

Hanno saputo mettersi in gioco, anche se dovevano ballare… ed è “una cosa da femmine”, o se dovevano cantare davanti a una platea gremita di compagni, genitori, prof., e le gambe tremavano.

I nostri ragazzi sono stati pazzeschi, hanno tirato fuori tutto e anche qualcosa di più, ci hanno dimostrato che dietro la svogliatezza tipica della loro età hanno davvero un mondo dentro che è pronto a esplodere solo con una piccola spinta da parte di noi adulti. Per questo un ringraziamento speciale va alle prof e a Giorgia per l’impegno e la pazienza con cui hanno aiutato i nostri ragazzi a raggiungere questo risultato così importante per loro.
Io ho imparato molto da loro, ho sperato e gioito con ognuno, mi sono commossa di fronte alla loro determinazione e rinnovo i miei complimenti a tutti perché hanno fatto molto più che mettere in scena un musical, hanno dato tutti loro stessi per tutti noi.

Una mamma