Martedì 11 febbraio noi bambini di seconda della scuola San Carlo ci siamo recati a Pasturo, presso l’azienda Carozzi, per diventare dei veri casari. Quando siamo arrivati due ragazze di nome Federica e Andrea ci hanno offerto una merenda prelibata, costituita da latte fresco e biscotti tipici della zona, i caviadini. Durante la degustazione ci hanno chiesto di elencare gli animali che conosciamo che producono il latte dalla cui trasformazione l’uomo ottiene i formaggi che poi troviamo sulle nostre tavole. Questi animali sono: la mucca, la pecora, la capra e la bufala.

Inoltre ci hanno fatto scoprire quali sono gli ingredienti che servono per produrre il formaggio, cioè latte, fermenti lattici, caglio e sale.

Finalmente è giunto il momento di “vestire i panni” del casaro. Federica e Andrea, aiutate dalle maestre e dalle mamme, ci hanno fatto indossare dei simpatici camici azzurri, delle cuffiette per non perdere i nostri capelli in un ambiente sterile, cioè pulito ed infine dei soprascarpe. Sembravamo dei puffi o dei medici pronti per entrare in sala operatoria. Dopo esserci vestiti ci siamo divisi in gruppi da quattro o cinque bambini.

Ogni gruppo aveva a disposizione un secchio nel quale il nostro amico casaro ha versato del latte caldo (42°-43°). Ogni componente del gruppo ha dovuto mescolare il latte cinque volte con una spatola che ha poi dovuto cedere al compagno. Mescolare non ci ha richiesto molta fatica, anzi, all’inizio abbiamo pensato fosse un po’ troppo semplice.

In seguito Marco, uno dei due maestri casari, ha aggiunto i fermenti lattici. Dopo aver nuovamente mescolato Marco ha aggiunto il caglio e mentre continuavamo a mescolare ci siamo accorti che il latte diventava sempre più denso, facendoci fare più fatica. Ci siamo concentrati ed abbiamo mescolato con forza il latte che si stava raddensando e si stava trasformando in formaggio.

Per fare in modo che il latte diventasse davvero formaggio abbiamo dovuto aspettare, quindi Matteo ci ha condotto nelle varie stanze dove si lavorano, puliscono, conservano e confezionano i loro prodotti. Durante il giro abbiamo scoperto che l’azienda Carozzi è famosa per la produzione del taleggio, un formaggio stagionato, di forma quadrata, che ha impressa una T su una faccia che ne indica il nome e lo rende riconoscibile.

Abbiamo anche scoperto che un formaggio stagionato è ricoperto da una crosta e da un po’ di muffa. Più un formaggio è stagionato, più la sua crosta diventa di un arancione intenso e la sua superficie si ricopre di muffa.

Esistono anche dei formaggi a crosta lavata; infatti abbiamo assistito alla pulizia settimanale di alcune forme di formaggio da parte dei ragazzi che lavorano nell’azienda.

Durante il nostro giro abbiamo percepito nelle varie stanze odori differenti; il profumo più intenso si trovava sicuramente nella stanza dove erano presenti formaggi molto stagionati, con croste arancioni e un po’ di muffa di varie gradazioni di verde e grigio. Qualcuno di noi è stato bravissimo e ha resistito alla tentazione di assaggiare.

Terminato il giro siamo tornati nella sala della lavorazione del formaggio ed abbiamo trovato il nostro primosale pronto per essere sottoposto all’ultimo passaggio. Abbiamo praticato delle profonde incisioni tracciando delle linee verticali e orizzontali nel nostro formaggio. Infine ognuno di noi ha immerso nel secchio un contenitore con tanti piccoli fori ed ha estratto una porzione di primosale che poi è stata confezionata e ci è stata donata, così abbiamo potuto condividerla con i nostri familiari.

È stata davvero un’esperienza bellissima poter essere casari per un giorno!

I piccoli casari di 2A