Venerdì 24 gennaio in auditorium insegnanti e genitori si sono confrontati sul tema “SMARTPHONE E ADESSO? Genitori e figli nell’era dei social network: EDUCARE è POSSIBILE.”

La dott.ssa Garassini introduce l’incontro sottolineando come nell’era dei nativi digitali, emergono spontanee due domande: È possibile un dialogo? Noi adulti abbiamo qualcosa da dire sull’uso dei social?

È un dato di fatto che nella nostra società c’è un’invadenza e una presenza molto pervasiva della tecnologia. Tale presenza sembra aver fatto fare un passo indietro nella possibilità di educare. Sembra che la comparsa dello smartphone abbia cambiato tutto e che la sua presenza sulla scena abbia ribaltato le relazioni. La dott.ssa spiega che gli adulti sono chiamati ad essere curiosi verso questo nuovo mondo, a maturare, innanzitutto, una consapevolezza riguardo all’uso che della tecnologia facciamo noi adulti e poi all’l’uso che ne fanno i nostri figli e i nostri alunni.

Quando introdurre la tecnologia nella vita di un bambino?

“È una domanda importante che non va liquidata rapidamente. Consegnare uno smartphone ad un ragazzo è una decisione importante, perché significa non solo consegnargli uno strumento ma spalancargli le porte di un nuovo mondo.”

La dott.ssa chiarisce che nella maggior parte dei casi questo nuovo mondo è progettato da adulti e pensato per gli adulti e i ragazzi, con questo strumento tra le mani, avranno la possibilità di entrare in contatto con contenuti, forme di relazioni e situazioni che sono adatte ad un pubblico adulto. Per questo motivo suggerisce che sarebbe utile un periodo di apprendimento e di uso condiviso dello strumento. Questo aiuterebbe i ragazzi a conoscere lo strumento e, anche noi, a moderarne l’uso. Si sottolinea inoltre che il rapporto con i social media chiama in gioco non solo una competenza cognitiva ma anche, e forse ancor più importante, una competenza emotiva che, in un bambino di 10 anni, non è sicuramente matura. La dott.ssa constata che mentre è presente una capacità immediata dell’uso dello strumento, anche nei bambini piccoli, dal punto di vista tecnologico la conoscenza è superficiale! I bambini e i ragazzi di oggi sono nativi digitali anagraficamente ma non per le competenze e hanno bisogno della guida e di un accompagnamento a questi nuovi strumenti che sia graduale e moderato.

Qual è il compito educativo di genitori ed educatori?

“Il nostro compito educativo è quello di cercare di allargare lo sguardo, allargare il contesto in cui questi strumenti dotati di potenzialità stupende vanno utilizzati.”
La dott.ssa Garassini conclude risottolineando che l’adulto, nel confronto del ragazzo rispetto all’uso dei social, deve imparare ad essere curioso e mettersi in discussione. L’aspetto della curiosità è legata all’educazione. “La curiosità dovrebbe nascere dal fatto che c’è qualcosa di buono anche per noi non solo un mondo da pattugliare perché non crei problemi! “

Questo incontro ci ha veramente incuriosito perché ci ha dato l’opportunità di domandarci davanti ai nostri figli e alunni: “Che cosa li appassiona? Cosa li muove? “Lo smartphone, quindi, non ci fa fare un passo indietro ma ci dà una nuova possibilità educativa in cui dialogare con l’altro e andare al cuore di ciò che entrambi desideriamo.

Maestra Carmen