Venerdì 28 settembre a noi alunni di seconda e terza media è stata data l’occasione di incontrare un giovane che, con l’aiuto dei suoi amici, ha intrapreso la strada dettata dal suo cuore.

Matteo Bonaiti è un ragazzo che ha concluso da qualche anno gli studi nella facoltà di Agraria. Mentre frequentava l’università, nel tempo libero, andava con una compagnia di amici ad incontrare gli agricoltori, per scoprire com’era la loro vita, e per capire se sarebbe potuta diventare anche la sua.

Grazie a questa esperienza è cresciuto in lui il desiderio di intraprendere lo stesso percorso degli uomini che aveva visto all’opera.

Così Matteo e un suo amico, dopo aver conseguito la laurea, hanno iniziato a valutare l’idea di aprire un’azienda azienda agricola e nel novembre 2015, a Morterone, un paesino sul Resegone, si è presentata loro una buona occasione e hanno firmato il contratto per l’acquisto di una stalla nel paese più piccolo d’Italia.

Ora, che cosa può spingere un ragazzo così giovane a staccarsi dalla famiglia, dagli amici e dal resto del mondo, per andare a cacciarsi in una cittadina di soli dodici abitanti con la sola compagnia di un suo amico (tra l’altro lui e il suo socio si vedono pochissimo durante il giorno!) un cane, qualche maiale e delle mucche?

In effetti è una situazione strana ed è difficile credere che qualcuno possa davvero decidere di crearla per sé. Ma Matteo è stato spinto da un grande desiderio, il desiderio che ognuno di noi, in forme diverse, ha nel cuore: il desiderio di infinito.
L’agricoltura era la sua grande passione e l’ha capito solo grazie agli amici; questo ci insegna che alcune volte è importante ascoltare chi ci sta accanto.

Il preside della sua scuola ha detto ai suoi genitori di “non tappargli le ali” e loro, per fortuna, non l’hanno fatto e da questo è nata un’azienda agricola, che magari per il momento non fa guadagnare ai due soci molti soldi, ma li rende felici, e chissà, magari in un futuro diventeranno proprietari di un’attività internazionale.

Rachele Cucco

 

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