Quante volte ci siamo trovati di fronte alle scomode domande dei nostri figli senza sapere quale fosse il modo più corretto per rispondere? E quante volte invece, nelle loro grandi domande, abbiamo trovato conferme di ciò che avevamo dimenticato. O almeno relegato nel cassetto della memoria. Proprio attraverso la sensibilità verso la dimensione religiosa dei bambini e l’aiuto di Suor Maria Gloria Riva, fondatrice della Comunità Monastica dell’Adorazione Eucaristica a Pietrarubbia – che coltiva da sempre una grande passione per l’arte e lo studio delle Sacre Scritture – durante l’incontro annuale della Scuola San Carlo Borromeo e della comunità pastorale di Inverigo, si è cercato di abbracciare la consapevolezza alla vocazione di genitori e di insegnanti.

“E’ infatti dalle domande dei bambini e dall’educazione della loro coscienza religiosa fin dalla prima infanzia che si formano gli uomini”, spiega, Suor Maria Gloria. “Perché un bambino diventi un uomo, infatti, occorre consegnargli la verità: i nostri figli percepiscono alcune realtà esattamente come farebbe un adulto anche se non riescono a capirne tutte le ragioni. Sviluppare la coscienza significa aiutare il bambino a scegliere bene nella vita, a comprendere chi è e che cosa deve fare”. Ma per questo occorre che anche l’adulto sia formato, per non andare incontro a fallimenti educativi.

Genitori e insegnanti necessitano di una “capacità reale di prendersi le proprie responsabilità”, spiega ancora la religiosa che dalla Creazione di Michelangelo fino all’Ultima cena del pittore tedesco Sighel Koder è riuscita nella sfida di rispondere, da adulti, alle domande dei bambini. Se Dio ha creato il mondo, chi ha creato Dio? Perché esiste il Male? Il Demonio è potente come Dio? Dove andiamo quando moriamo? Nel Paradiso c’è il mare? Tutti quesiti leciti cui è difficile trovare un riscontro persino “da grandi”. Ma si sa, i bambini, spesso, sono più bravi di noi a capire ciò che è bene e ciò che è male, a volersi bene senza scendere a compromessi e a gioire per la felicità degli altri. Impariamo quindi da loro a guardare il mondo e la realtà con quell’innocenza e spensieratezza che li contraddistingue, ma insegniamo loro però che per essere veri uomini bisogna prima essere “veri” bambini.

Alessia Sironi

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