L’immancabile e atteso appuntamento con l’Open Day della Secondaria alla scuola San Carlo quest’anno ha indossato una nuova veste, tessuta dalla tradizionale trama di insegnanti e alunni ma con finiture inedite. Le aule infatti sono state teatro di vere e proprie lezioni nelle quali i ragazzi, guidati dai professori, hanno presentato alcuni lavori svolti nelle diverse discipline. La preparazione del pomeriggio del primo dicembre ha visto i ragazzi all’opera nell’approfondimento delle diverse tematiche e nella preparazione di cartelloni illustrati espilicativi.

Parole d’ordine: collaborazione e confronto. Questo è il nostro fare scuola, volto alla costruzione di una conoscenza che renda grandi, come ricorda la frase solgan dell’anno: “Costruisce troppo in basso chi costruisce al di sotto delle stelle”. Insieme, mattone su mattone, le stelle si avvicinano e la bellezza dell’imparare si rende evidente. La giornata dell’Open Day è stata paradigmatica di tutto ciò ed è iniziata in Auditorium dove, dopo un’introduzione presentata dalla Preside, si è esibito il coro della scuola che ci ha regalato due bellissimi ascolti di “Micheal row” e “Steal away”.

Tra corridoi affollati e aule gremite gli incontri sono stati tanti: con i genitori, con gli insegnanti, con gli immancabili ex-alunni, con i bambini delle elementari e, infine, con diverse “facce” del sapere.

In III C la fa da padrone l’esperienza del CLIL, frutto delle ore di compresenza degli insegnanti di scienze e della professoressa madrelingua: attraverso le “famous journeys and discoveries” (questo il titolo dell’aula) incontrate nel corso dei tre anni, è stato messo in luce soprattutto il metodo di lavoro, che prevede uno sviluppo della capacità espositiva e argomentativa nella lingua non madre. Fare Clil nella scuola media inizia perciò a significare “educare il pensiero” e non semplicemente “tradurre.

Alla San Carlo si studia anche lo spagnolo, ed ecco lo spazio “A Jugar!”, in cui le insegnanti e gli alunni hanno mostrato come si può imparare una lingua giocando e come l’attività ludica possa diventare un’efficace pratica didattica.

Per quanto riguarda scienze nell’appuntamento dedicato “alla scoperta dell’universo” i ragazzi di terza hanno raccontato lo stupore dell’uomo di fronte alle meraviglie del cosmo e hanno descritto il tentativo di raggiungerle attraverso sonde e navicelle, soffermandosi in particolare sul tentativo di colonizzazione di Marte previsto nel 2030. Altri invece hanno spiegato “le prime forme di vita animale”. In matematica i ragazzi hanno spiegato “la proporzionalità diretta come strumento per conoscere il mondo”.

E, se l’appuntamento era con la bellezza, non potevano certo mancare le diverse forme di arte: una “in mostra”, espostiva di alcuni lavori del triennio, l’altra riguardante “il cinema e il suo linguaggio”. L’incontro con la musica è stato invece proposto attraverso quattro momenti: due di “Body percussion”, uno dedicato alle caratteristiche del “suono” e un ascolto di “Moussorsky”.

Chi visitava l’aula di tecnologia e informatica poteva non solo ammirare alcuni lavori svolti dagli alunni di prima sulle texture dei materiali, ma fotografarne alcuni campioni posti sul una lavagna e riprodurli sul PC. Vi erano inoltre i lavori dei ragazzi di seconda che, dopo aver osservato le formelle di Santa Maria a Firenze, hanno imparato a riprodurre una forma stellata su compensato lavorando con il traforo; il tutto con una precisa indicazione di metodo: “osservare per fare”.

In palestra l’attività si è fatta letteralmente “fisica”: “mettiti in gioco anche tu” è stato l’invito dell’insegnante di motoria e dei ragazzi che hanno partecipato ai percorsi proposti.

Quest’anno, inoltre, l’Open Day ha inaugurato il nuovo giornalino della scuola, “Ossimoro”, ideato e realizzato da alcuni ragazzi di seconda e che è andato a ruba!
Infine, immancabile, l’aula rinfresco allestita dai genitori, preziosissimi e sempre attivi, ai quali va un ringraziamanto speciale.

La scuola San Carlo vuole essere proprio questo: un unicum, un corpo nel quale, come dice la frase di Papa Francesco citata dalla Preside in apertura, “crescano le tre lingue che una persona matura deve saper parlare: la lingua della mente, la lingua del cuore, la lingua delle mani. Ma, armoniosamente, cioè pensare quello che tu senti e quello che tu fai; sentire bene quello che tu pensi e quello che tu fai; e fare bene quello che tu pensi e quello che tu senti”.
Questo l’augurio del Papa. E anche il nostro.

Chiara Tradigo

Scuola San Carlo Borromeo

La scuola San Carlo si ispira ai principi costituzionali della Repubblica Italiana e si inserisce nella tradizione educativa della Chiesa Cattolica, fondata sulla certezza che Cristo è il senso della vita e della storia e, di conseguenza, anche dell’esperienza educativa.

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