Questa è la sfida con cui siamo partiti a settembre: andare al fondo della realtà, per scoprirne la bellezza e il mistero, con una tensione supportata da quell’ipotesi positiva che rende fruttuosa ogni ricerca umana.
Giunge puntuale un’altra preziosa occasione –fra le tante che costellano il nostro anno scolastico– per fare esperienza di questa scoperta: l’Open Day della scuola media, il secondo importante appuntamento, dopo la Scuola Aperta dello scorso 26 ottobre, che organizziamo per incontrare futuri alunni e genitori.

E tutti si preparano a realizzare con cura questo grande evento: alunni, professori e genitori si danno un gran da fare per mettere in mostra tutta la bellezza che fino ad ora abbiamo incontrato fra i banchi di scuola, in momenti straordinari ma anche ordinari, dal momento che –ci ricorda la Preside– “se la bellezza esplode in certi momenti, rimane costante”.

La vetrina effettivamente è bella, di grande effetto, tutto è studiato nei minimi particolari, dal singolo cartellone, che non fa sconti nemmeno al carattere prescelto, alla pallina da tennis che ammicca all’ingresso di ogni singola aula, per ricordarci da dove siamo partiti. Ma questa vetrina non è falsa, né fine a se stessa. È una cura che racconta di noi, della nostra vita all’interno della scuola, di come tutto sia stato occasione di interessanti incontri, di varia natura: con grandi maestri, come Piero della Francesca, con le nuove tecnologie, che fanno irruzione nelle nostre aule, o con l’epica classica, che sempre ci accompagna.

L’appuntamento è fissato al 14 dicembre, in auditorium, dove la Preside accoglie i suoi alunni, insieme ad ex-studenti e neo-iscritti, per presentare le aule che sono state sapientemente allestite.

“L’unica gioia al mondo è cominciare”, sostengono i ragazzi di prima, che, insieme ai loro insegnanti, hanno deciso di raccontare i loro primi passi nella nuova realtà della scuola media.
“Indizi nel reale” è invece un percorso studiato dagli studenti di prima e di terza alla scoperta della figura dello scienziato, un uomo curioso, volto a cogliere gli indizi insiti nella realtà per arrivare a comprendere i fenomeni che osserva.

L’aula di spagnolo si propone di fare imparare ai suoi piccoli visitatori alcune parole in lingua, avvalendosi di una didattica che si serve del gioco per consolidare le proprie conquiste. El juego de la Oca y el Bingo catturano così numerosi visitatori.

Le classi seconde sono protagoniste di un meraviglioso viaggio in Irlanda, The Emeral Isle, dove è possibile incontrare la storia e le tradizioni di questo Paese.
Sempre in compagnia delle classi seconde seguiamo le orme di Piero della Francesca, per conoscere il grande maestro che i ragazzi hanno avuto modo di incontrare durante la gita ad Arezzo dello scorso ottobre.

Gli studenti di terza ci accompagnano invece alla scoperta della nuove tecnologie e delle loro interessanti applicazioni didattiche, presentandoci i lavori che in questi primi mesi hanno realizzato nelle diverse discipline.
E sono ancora le terze a presentare un ambizioso lavoro pluridisciplinare di scienze, epica e antologia, in cui siamo invitati a riflettere sulla figura dell’eroe, a partire dalle domande che con urgenza interpellano i nostri studenti, che si preparano a compiere le prime scelte importanti e a diventare così giovani uomini e giovani donne. Ed io che sono?

La palestra, non da ultima, ancora una volta apre le sue porte: gli alunni di prima e di terza invitano i numerosi ospiti a mettersi in gioco nel salto in alto e nei tornei di go-back. Il divertimento è assicurato. Ma la prima aula ci sorprende in auditorium, dove il coro, realtà importante all’interno della nostra scuola, ci regala tre meravigliosi ascolti: “Star of the Country Down”, “Scarbourough fair” e “Los reyes magos”.

Vale proprio la pena salire negli affollati corridoi ed entrare nel cuore della San Carlo, per incontrare quella bellezza che accade ogni giorno nelle nostre aule.

Gloria Fumagalli