Alzi la mano chi avrebbe voluto ancora essere in vacanza! Certo, qualcuno sarebbe stato volentieri in spiaggia sotto l’ombrellone o a fare una passeggiata al fresco in montagna. Ma tutti sognavano da tempo di ricominciare la scuola alla San Carlo.

I ragazzi di seconda e terza, già consapevoli di quali grandi sfide li aspettano, desideravano da tempo rivedere compagni e amici con i quali affrontare un nuovo anno. Poi ci sono i ragazzi di prima: per loro tutto è nuovo e i racconti di conoscenti e amici si mescolano alla loro immaginazione. Gite, incontri, giornate sportive e l’impegno di tutti i giorni da vivere insieme, con la fatica quotidiana ma anche con la passione che i professori saranno pronti a trasmettere loro. Sarà davvero così entusiasmante questo nuovo percorso? 

Nei volti di tutti si può intravedere una trepidante attesa, ma anche un comprensibile timore. Dopo il tradizionale saluto e augurio di Don Costante e Don Giuseppe, la preside chiama le classi per una foto di rito, ognuna con il suo coordinatore. Tocca alle prime medie e ciascun ragazzo viene chiamato per nome. Il cuore batte all’impazzata: “Ha chiamato proprio me? Allora posso essere anche io protagonista!”.

Ci si guarda intorno per scoprire le facce dei nuovi compagni e dei professori. Qualche canto in teatro per rompere il ghiaccio e poi sul campone per giocare insieme e iniziare a conoscersi. Nove classi, nove cerchi e un materassone centrale con raffigurato sopra un cuore. Attraverso un divertente gioco di movimento bisogna conquistare punti per svelare la frase che sarà il leit motiv di quest’anno: “Più entri nel cuore delle cose, più grandi diventano”. E così i cerchi, da piccoli che erano, crescono fino a comprendere tutta la classe e poi tutta la scuola.

Questo vogliamo dai ragazzi: unire le proprie forze, mettere in comune le proprie abilità e guardare ciò che ci circonda in modo curioso e interessato, così da scoprire che la realtà è molto più grande e affascinante di come ci può sembrare ed è sempre degna di essere esplorata e vissuta. Si torna in teatro e il video del professor Giovagnoni svela e spiega la frase dell’anno.

Come nel film “Il Postino”, le piccole cose che possono sembrare prive di significato (la brezza del vento, l’infrangersi delle onde, il chiarore della luna) se osservate con attenzione, aprendo mente e cuore, possono regalare grandi emozioni. L’augurio per tutti: aprire cuore e mente per vivere intensamente ogni giorno, come abbiamo fatto oggi.

Francesco Colombo

 

Scuola San Carlo Borromeo

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