Giovedì 28 febbraio, nell’Auditorium Santa Maria, si è tenuto lo spettacolo svolto da noi ragazzi di terza media della scuola San Carlo. Abbiamo rappresentato due famosissime commedie di Shakespeare, ‘Il sogno di una notte di mezza estate’ e ‘La bisbetica domata’. Quella sera la tensione era palpabile e tutti facevamo rapidamente memoria delle lezioni pomeridiane passate a provare e riprovare, tentando di ricordare tutto ciò che avevamo imparato. L’idea di salire sul palco con 270 persone che ti guardano non è molto tranquillizzante, ma ci siamo buttati, ed alla fine è andato tutto bene.

Ma oltre alla tensione c’era una sorta di tristezza che aleggiava nell’aria, impercettibile, ma più presente che mai. Era da settembre che ci preparavamo a quella serata, ma ecco che, una volta giunta, l’avremmo volentieri rimandata, anche solo di una settimana, per poter rivivere questa esperienza. Ore e ore passate a mandare a memoria le battute, memorizzare il modo di dirle, provare gli spostamenti, imparare le posizioni, ricordarsi le entrate e le uscite, immedesimarsi nel personaggio, ripetere sempre la stessa scena perché c’era qualcosa che non andava, e alla fine, dopo tutta questa fatica, avremmo voluto rifarlo.
Avremmo voluto rifarlo perché è stato un laboratorio unico e indimenticabile.

Quando ti cimenti in una cosa nuova e particolare come il teatro, è inevitabile che ti venga insegnato qualcosa, qualcosa che puoi imparare o dalla storia o dai personaggi stessi. Non c’è niente di più particolare che uscire dal proprio corpo e dalla propria anima per entrarne in un’altra e conoscerla, costringendoti a guardare qualsiasi cosa da un altro punto di vista.

E poi è stato anche incredibilmente divertente! Vedere gli altri che dietro alle quinte provavano la loro parte, aveva un qualcosa di strano e attraente, che ti spingeva a improvvisare e a rispondere come avrebbe fatto il tuo personaggio, per dar vita a una piccola rappresentazione che si concludeva con una risata generale. Indimenticabile anche quando sono state provate le scene più divertenti, viste e riviste, ma che ci hanno sempre fatto ridere fino allo spettacolo vero.

Ma nulla di tutto questo sarebbe successo senza la professoressa Meroni e Matteo Bonanni, attore di professione, ai quali dobbiamo infiniti grazie per averci sempre supportato e accompagnato. Grazie alla professoressa per averci dato quei consigli che sul palco possono fare la differenza, e grazie a Bonanni, perché lui con la sua passione e competenza, ha dato vita a questi spettacoli, rendendo i pomeriggi delle prove un’occasione di vivere un’esperienza per noi del tutto nuova. Sarebbero infiniti gli episodi da raccontare, uno più bello dell’altro, ma vi basti sapere che questo tempo è stato utilizzato magnificamente, e che noi siamo più che soddisfatti.

Marta Faggian

 

Scuola San Carlo Borromeo

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